La parlamentare democratica, membro della Commissione Affari Sociali della Camera,Paola Boldrini, è la prima firmataria di una proposta legislativa (16 febbraio 2016) che ha l’obiettivo di applicare e diffondere il tema della medicina di genere, mediante divulgazione, formazione e indicazioni pratiche riguardanti la ricerca, la prevenzione, la diagnosi e la cura. Spazio, inoltre, ad un eventuale revisione delle norme vigenti in materia di sicurezza del lavoro.

Promozione e diffusione della medicina di genere a livello di formazione, ricerca, prevenzione e cura. Questo l’obiettivo che si pone una proposta di legge sul tema presentata a prima firma da Paola Boldrini (Pd), cui seguono, tra le altrie, quella del responsabile sanità Federico Gelli, della capogruppo in Affari Sociali Donata Lenzi e della vice presidente dell’Assemblea nazionale del partito Sandra Zampa. 

Nei nove articoli che compongono il testo, si propone l’inserimento della medicina di genere all’interno del Patto della Salute, l’istituzione di un Osservatorio nazionale dinamico e, ancora, l’attivazione di corsi universitari interdisciplinari finalizzati alla conoscenza e all’applicazione dell’orientamento alle differenze sessuali e di genere nella ricerca, nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura.

IL TESTO

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