Lo dice l’Organizzazione mondiale sanità. E la probabilità di non sopravvivere è del 65 per cento più alta negli uomini. Infatti, statisticamente l’1,7% delle donne che contraggono il virus morirà, rispetto al 2,8% degli uomini.

(tratto da Italiaoggi 7 marzo 2020, pag 6) – Il coronavirus è molto più mortale per gli uomini rispetto alle donne, con i maschi che hanno il 65% in più di probabilità di morire di infezione rispetto alle femmine. È quanto riporta un articolo pubblicato dall’inglese The Telegraph, che prende a spunto i dati forniti in un recente report dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dagli scienziati cinesi, i quali dimostrano statisticamente che, tra tutti i casi sospetti, «solo» l’1,7% delle donne che contraggono il virus morirà rispetto al 2,8% degli uomini. Tra i casi confermati, l’infezione è stata fatale per il 4,7% degli uomini e solo per il 2,8% delle donne, che avrebberoun sistema immunitario più forte.

Alcuni esperti ritengono che lo squilibrio sessuale sia correlato a una maggiore prevalenza del fumo o del consumo cronico di alcol tra gli uomini, mentre altri pensano che gli uomini abbiano maggiori probabilità di avere condizioni di salute di base come malattie cardiache e diabete, che li rendono più vulnerabili a un’infezione. Lo studio dell’Oms – Report of the Who-China Joint Mission on Coronavirus Disease 2019 (Covid-19), su cui si fonda l’articolo, è stato pubblicato lo scorso 28 febbraio e ha analizzato 55.924 casi confermati in laboratorio di persone contagiate dal nuovo coronavirus. Come avverte lo stesso studio, i risultati sono da prendere con cautela, considerato che sono stati raccolti in una fase ancora iniziale del contagio.

Secondo l’Oms, il tasso di letalità sarebbe superiore tra gli uomini rispetto alle donne, e il rischio aumenta, e di molto, con l’aumentare dell’età della persona contagiata e a seconda che i pazienti che abbiano o no altre malattie, a parte il coronavirus. Tra chi ha altre malattie, oltre al coronavirus, i tassi di letalità sono sempre più alti della media e in particolare risultano più esposti di tutti i soggetti che soffrono di malattie cardiovascolari (13,2%), i diabetici (9,2%), chi soffre di ipertensione (8,4%), chi soffre di malattie respiratorie croniche (8%), e chi è malato di cancro (7,6%).