Né solo un dato fisico né solo un condizionamento ambientale: ecco la via mediana che ci insegna la psicoanalisi tra anatomia e cultura

di Massimo Recalcati, repubblica.it, 2 luglio 2019

Il dibattito che si è acceso recentemente sulle pagine di questo giornale tra Lorena Preta e Vittorio Lingiardi sul tema del transgender ha sullo sfondo una antica questione che Freud riassumeva con la seguente domanda: «L’anatomia è un destino? ». In un tempo nel quale i progressi straordinari della scienza e della tecnica sfidano i limiti del corpo anatomico amplificandone le possibilità, questa domanda continua a interrogarci. Il potere del bisturi nel ridefinire l’immagine del corpo o, addirittura, il suo sesso, le tecniche sempre più raffinate legate alla procreazione ne sono alcuni esempi eloquenti. Inevitabile l’impatto sulla vita individuale e collettiva. Nella ripetizione del carattere cruciale della domanda freudiana — l’anatomia è veramente un dato naturale incontrovertibile che determina l’orientamento sessuale di un corpo? — dobbiamo leggere il peso di una questione ancora aperta che può dare luogo — come ha storicamente dato luogo, nella psicoanalisi e all’esterno della psicoanalisi — a risposte differenti.

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