LA LEGGE SULLA MEDICINA DI GENERE

Il 31 gennaio 2018 è stata approvata e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge 3/2018Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute“.

L’articolo 3 è dedicato alla introduzione nell’ordinamento giuridico italiano della Medicina di Genere.

Il 13 giugno 2019 è stato firmato il Decreto con il quale viene adottato il Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di Genere, approvato in Conferenza Stato-Regioni IL 30 maggio 2019.
Il Piano si propone di fornire un indirizzo coordinato e sostenibile per la diffusione della Medicina di Genere mediante divulgazione, formazione e indicazione di pratiche sanitarie che nella ricerca, nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura tengano conto delle differenze derivanti dal genere, al fine di garantire la qualità e l’appropriatezza delle prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) in modo omogeneo sul territorio nazionale.
Il documento è stato predisposto dal ministero della Salute, con il fondamentale supporto del Centro di riferimento per la Medicina di Genere dell’Istituto superiore di sanità (Iss) e con la collaborazione di un Tavolo tecnico-scientifico nazionale di esperti regionali in Medicina di Genere e dei referenti per la Medicina di Genere della rete degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs).

In base all’indicazione dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che definisce il genere come il risultato di criteri costruiti su parametri sociali circa il comportamento, le azioni e i ruoli attribuiti ad un sesso e come elemento portante per la promozione della salute, la Medicina di Genere rappresenta lo studio dell’influenza delle differenze biologiche (definite dal sesso) e socio-economiche e culturali (definite dal genere) sullo stato di salute e di malattia di ogni persona. Infatti, molte malattie comuni a uomini e donne presentano molto spesso differente incidenza, sintomatologia e gravità. Uomini e donne possono presentare inoltre una diversa risposta alle terapie e reazioni avverse ai farmaci. Anche l’accesso alle cure presenta rilevanti diseguaglianze legate al genere.
Da qui la necessità di porre particolare attenzione al genere inserendo questa nuova dimensione della medicina in tutte le aree mediche, garantendo a ogni persona la migliore cura e rafforzando ulteriormente il concetto di “centralità del paziente” e di “personalizzazione delle terapie”.

Il Piano si articola in due sezioni:

  1. la prima di inquadramento generale in cui viene spiegato cos’è la Medicina di Genere, gli ambiti prioritari d’intervento, l’importanza di un approccio di genere in sanità per una centralità della persona e viene presentata un’analisi del contesto internazionale e nazionale relativo alla Medicina di Genere
  2. la seconda più specifica in cui vengono descritti i principi e gli obiettivi del Piano, le strategie di governance per la sua implementazione e le azioni previste per le quattro aree d’intervento in cui si articola il Piano:
  • Area A) Percorsi clinici di prevenzione, diagnosi e cura
  • Area B) Ricerca e innovazione
  • Area C) Formazione e aggiornamento professionale
  • Area D) Comunicazione e informazione, specificando anche gli attori coinvolti e gli indicatori principali da utilizzare per ogni azione.

Per l’attuazione delle azioni di promozione, applicazione e sostegno alla Medicina di Genere previste dal Piano verrà istituito, presso l’Istituto Superiore di Sanità, un Osservatorio dedicato alla Medicina di Genere.

Per approfondire:

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