(tratto da: pugliain.net) La risposta alle terapie mediche varia tra l’uomo e la donna, alcuni parametri fisiologici sono differenti: la medicina di genere prende in considerazione queste diversità, con l’obiettivo di studiare come le differenze legate al genere possono agire sullo stato di salute e lo sviluppo delle patologie. Questa nuova frontiera della medicina (di grande attualità sociale e culturale) sarà al centro giovedì 27 e venerdì 28 febbraio di un corso di formazione, promosso e organizzato dalla Consulta regionale femminile nell’Aula del Consiglio regionale pugliese, in via Gentile 52 a Bari.

Alcuni test diagnostici e certe terapie, che si dimostrano efficaci per gli uomini, possono non esserlo per le donne e viceversa, incidendo sulla spesa sanitaria e offrendo trattamenti non producenti quando non addirittura dannosi.

“Si parlerà di appropriatezza diagnostica e terapeutica, di ricerca e prevenzione”, ha messo in risalto il presidente del Consiglio regionale Mario Loizzo, nella conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa. “Un momento di studio e conoscenza, di formazione (del personale infermieristico, sanitario e non solo) e di informazione per le donne, nell’auspicio che si compiano progressi anche in questo settore, attraverso investimenti sempre più mirati e produttivi”. Il Consiglio regionale stesso farà il possibile per sostenere la medicina di genere, ha dichiarato il presidente.

La presidente della Consulta Vera Guelfi, la responsabile scientifica del corso Anna Maria Moretti e Lilia Fortunato Tatò in rappresentanza dell’Associazione mogli di medici, hanno indicato gli obiettivi del corso, che intende promuovere la consapevolezza sulle differenze di genere, per favorire la prevenzione, diagnosi e cura di uomini e donne, con un approccio che tenga conto delle differenze di genere a partire dall’ambito sanitario.

È intervenuto anche Aldo Pugliese, presidente dell’ENFAP, l’ente di addestramento professionale che curerà la formazione.

Negli ultimi anni, il piano nazionale per l’applicazione e la diffusione della medicina di genere ha portato l’Italia all’avanguardia in Europa, nella consapevolezza delle differenze associate al genere e con l’obiettivo di garantire la cura migliore a tutti, uomini e donne, rafforzando la centralità del paziente e personalizzando le terapie. Quattro le aree d’intervento: percorsi clinici di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione; ricerca e innovazione; formazione; comunicazione.